2 ago 2021

L'infundibulo cronosinclastico

Kurt Vonnegut 
(1922-2007) 

Il romanzo “Le sirene di Titano” pubblicato nel 1959 dall'americano Kurt Vonnegut ha l’impianto di una storia di fantascienza: in un possibile futuro il protagonista Winston Niles Rumfordsi materializza e smaterializza in modo ciclico insieme al suo cane, alternandosi tra la sua casa sul pianeta Terra e il pianeta Titano. Il fenomeno è causato dal fatto che durante un viaggio spaziale è rimasto intrappolato in quello che viene definito un “infundibulo cronosinclastico”, una sorta di singolarità quantistica, una curvatura spaziotemporale dove coesistono tutte le possibilità e dove il protagonista ha scoperto il vero significato della vita sulla Terra. La smaterializzazione attira  curiosi e tra gli spettatori Rumford sceglie Malachi Constant e gli racconta il suo futuro che per quanto strano e apparentemente improbabile accadrà inesorabile. Ecco quindi dipanarsi un’epopea dell’umanità che include viaggi nello spazio e guerre spaziali.   

Una girandola di personaggi e ambientazioni stravaganti dove niente è quello che sembra e si ride parecchio.

Rumford su Titano

Quindi di che parla il romanzo? Di astronavi? No, parla di teleologia. L’agire dell’uomo è vanità, inconsapevole pedina di un disegno altrui. 

Il significato della vita come la conosciamo? Vonnegut ha un risposta geniale: è la chiamata di soccorso di un viaggiatore in panne. A questo punto potrà sembrare strano ma fidatevi il libro è bellissimo, una feroce satira sociale antimilitarista, una satira sulla religione e sulla vana prosopopea dell’agire umano.  

E le sirene? Sono ben tre e vi aspettano su Titano.   

Buonissima lettura!


[Le sirene di Titano / Kurt Vonnegut / Bompiani ]


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