24 giu 2012

Franz Kafka / Orson Welles: il processo - a cura di Cimmino, Dottorini, Pangaro


Perkins in The Trial  by Orson Welles
“Il processo” (pubblicato postumo nel 1925) è forse il più simbolicamente potente dei romanzi (tutti incompiuti) di Franz Kafka, non altrettanto si può dire della interpretazione cinematografica che nel 1962 ne fece Orson Wells della cui produzione non rappresenta certo l’apice e che tuttavia rimane irresistibilmente interessante, più per le distanze che non per le affinità con il testo kafkiano.
Questo agile volume raccoglie numerosi brevi saggi (tra questi anche uno di Michael Lowy) che scandagliano la relazione tra la versione cinematografica e il testo originale approcciando la questione da punti di vista ogni volta diversi. In un caso si fa anche un breve accenno anche alla versione cinematografica di Soderbergh. 

Come appassionato di Kafka ho trovato la raccolta assolutamente interessante, avevo inevitabilmente visto sia la versione cinematografica di Welles (fantastiche le inquadrature e i giochi di luce) sia quella di Soderbergh (si perde nelle parti a colori) e devo dire che condivido una buona parte delle critiche contenute nei vari saggi del volume. Il punto però non è quanto il film mal traduca il libro quanto piuttosto se sia possibile trasporre la particolare poetica kafkiana su un mezzo tanto diverso: a mio avviso no. Il che ovviamente non significa che a entrambi i film manchino meriti, piuttosto bisogna considerarli altro da Kafka.

Orson Welles
“Il processo” in entrambe le versioni, romanzo e film, è una potente sorgente d’immaginazione. L’apparente vicinanza al testo di alcune delle sequenze di Welles (si pensi alla scena del fustigatore, l’inseguimento nelle soffitte del tribunale  o ancora il surreale colloquio ai piedi del letto dell’avvocato) delinea in realtà una poetica del tutto diversa, quasi opposta. Non a caso Welles muta significativamente alcune battute del protagonista, ne cambia il carattere, il film è un’interpretazione anche un po’ forzosa, ben al di là dell’atmosfera del testo. Il celebre racconto “Davanti alla legge” inserito da Kafka ne “Il processo” viene da Welles anticipato e letto integralmente come incipit del film, ed è questa forse l’unica fedeltà al testo che Welles si concede, per il resto come in tutti i suoi film, a troneggiare sulla pellicola è Welles stesso con la sua ingombrante personalità. L’interpretazione di K. resa da Anthony Perkins (che già lottava per togliersi di dosso il personaggio interpretato in Psyco) è ottima, ma non ha nulla del mood kafkiano, lo stesso vale per Romy Shneider nella parte di Leni. 
Franz Kafka

Gli appassionati non troveranno Kafka nel film di Welles quanto piuttosto Welles calato nell’immaginario kafkiano. 
Vi è una sorta di intraducibilità dei sottesi e delle suggestioni che i diversi mezzi utilizzano e suggeriscono, la curvatura interpretativa se applicata a Kafka è sicuramente inevitabile ma ciò non significa che non sia proficua, anzi. Il punto semmai è che porta altrove, inutile cercare Kafka in una sua impossibile trasposizione.
La ricchezza di informazioni, dettagli, curiosità e punti di vista alternativi è la vera forza di questo libro che consiglio tanto ai fan di Kafka quanto a quelli di Welles. Per entrambi se non lo avete ancora fatto procuratevi una copia del libro e del film e godeteveli.

[ Franz Kafka - Orson Welles: il processo / Aa.Vv / Rubettino ]

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