09 feb 2012

Ero Jack Mortimer, capolavoro noir del 1933.


Alexander Lenrnet-Holenia
Un tassista squattrinato si innamora della bella impossibile (una contessina) proprio nel momento in cui la sua vita sta per essere travolta da un uragano: senza che lui se ne accorga, il cliente che sta scarrozzando viene ucciso mentre si trova nell’auto, alla scoperta è il panico: il morto è sul sedile posteriore e lui non sa spiegare come sia successo, sarà l’unico indiziato. 
Comincia così il giorno più lungo del protagonista di questa storia, sullo sfondo la Vienna anni trenta con nobildonne in stole di volpe e compassati uomini d’affari. Il povero tassista è preda dell’ansia, si vede già condannato e pensa soltanto ad allontanare da sé i sospetti. L’idea malsana è farsi passare per il morto: se lo credono vivo anche dopo essere sceso dal taxi, nessuno sospetterà di lui. 
E’ l’inizio di un’altra vita: frenetica, audace e pericolosa. Una fiamma tanto intensa quanto breve, una nuova identità con cui tutto può accadere: essere inseguiti dalla polizia, inguaiare la fidanzata per fuggire e persino, seppur per un breve momento, avere la donna dei sogni. Un’ubriacatura di possibilità: in altre parole essere Jack Mortimer.
Malgrado il romanzo sia del 1933 il ritmo è assolutamente moderno, a tal punto forsennato da ricordare una mescolanza alchemica tra Fuori orario (1985 di Scorsese) e Frantic (1988 di Polanski), due splendidi film che consiglio vivamente quanto il libro.
[ Ero Jack Mortimer / Alexander Lenrnet-Holenia / Adelphi ]

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