05 giu 2011

Natascha Kampusch - Prigioniera dell'orco

Recentemente Natascha Kampusch è nuovamente balzata alle cronache del 2011 per un premio ricevuto a Vienna per la sua autobiografia intitolata "3096 giorni" pubblicata in Austria nel 2010. Io non ho letto questo libro (disponibile in Italia presso Bompiani) ma all'epoca dei fatti avevo letto l’inchiesta giornalistica a cura di Allan Hall e Michael Leidig, uscita nel 2006, che cercava di fare luce sull'incredibile storia di Natascha.

Per chi non la ricordasse:  Natascha guadagnava di nuovo la libertà  il 23 agosto 2006, pallida e debilitata per la mancata esposizione alla luce solare durata otto lunghi anni. Era stata rapita quando aveva 10 anni, poi aveva vissuto 3096 giorni prigioniera in un bunker seminterrato di soli cinque metri quadri. Il suo carceriere non avrebbe dato spiegazioni agli inquirenti, avvedutosi della fuga della ragazza si sarebbe ucciso poco dopo. 

Dopo la liberazione i riflettori si accesero su quella diciottenne, troppo sicura di sè, che rifiutava l’etichetta di vittima per sè ma anche quella di rapitore per il suo carceriere.
Qualcosa non tornava. L’orco delle fiabe era esistito davvero e viveva a Vienna. Ma come è possibile? chi era? nessuno sapeva? e ora che è tutto finito che cosa sarà di questa donna/bambina? chi potrà aiutarla? potrà mai superare la cosa? e come?

Natasha a 18 anni
Il libro del 2006 è molto interessante ma richiede stomaci forti: difficile non essere turbati dalla storia. Ciò che più disturba è la banalità del male del mostro della porta accanto, dell’orco che potrebbe essere il tuo vicino di casa. Dell’angoscia e dell’orrore per una bambina che diventa donna in balia di un pazzo maniaco, invecchiando in una cella sotterranea che era tutto e il solo suo mondo. 

Mi sento di consigliarlo anche se la lettura può provocare incubi.

Per quanto riguarda l'autobiografia invece come dicevo non l'ho letta ma potrebbe essere interessante.
Purtroppo la cronaca degli ultimi anni ha scoperto nuovi casi: nel 2008 è esploso un altro caso terribile caso in Austria, Elisabeth Fritzl che aveva vissuto imprigionata per 24 anni in un bunker sotterraneo costruito dal padre. Poi nel 2009 la statunitense Jaycee Dugard rapita a undici anni e tenuta segregata per i successivi 18 anni.


[ Natascha. Otto anni con l’orco / Allan Hall e Michael Leidig / Sperling  & Kupfer ]

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