08 gen 2009

La voce degli spiriti eroici - Yukio Mishima


Pubblicato nel 1966 come compimento di una trilogia politica ispirata agli eventi del 1936, il fallito tentativo di golpe per restaurare l'imperatore, questo testo emana un fascino oscuro. Pochi anni dopo, nel 1970, Mishima si toglierà la vita dopo un'azione plateale occupando il Ministero della difesa nazionale, a capo di una milizia da lui fondata. Aveva passato gli ultimi anni a scolpire il suo corpo con le arti marziali cercando di colmare il senso di perdita dell'ardimento e dell'onore che quel fatidico evento del 1936 aveva germinato in lui.
Mishima aveva 45 anni, era al culmine del successo e non era in crisi creativa, il suo atto fu premeditato e pianificato in dettaglio. La finalità la gridò alla folla al termine di un breve discorso (nella foto), un istante prima di affondarsi la spada nel ventre: "nella fervida speranza che possiate risorgere come uomini e come guerrieri".

Ne "La voce degli spiriti eroici" l'autore racconta di una seduta spiritica cui ha partecipato e il dialogo con gli spiriti "eroici" (dal suo punto di vista) dei difensori estremi del Giappone: i kamikaze. Nel racconto viene rievocato l'eroismo dei giovani combattenti, la dimensione divina dell'impero e lo shock della dichiarazione dell'imperatore del Giappone che il 1 gennaio 1946 annunciò al popolo di non avere una natura divina e che di conseguenza era da escludere che giapponesi potessero eccellere su altri popoli (Mishima attribuisce tale dichiarazione ad un'imposizione delle forze di occupazione).

Un libro certamente interessante che getta una luce sinistra sulla cultura della superiorità del Giappone tradizionale, il tutto nella splendida prosa di Mishima.


[ La voce degli spiriti eroici / Yukio Mishima / SE ]

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