08 gen 2009

La catastrofe di Nietzsche a Torino - di Anacleto Verrecchia


In questo bel libro è ricostruito minuziosamente l'ultimo periodo di Nietzsche a Torino, un periodo prolifico sul piano creativo, in cui fu preda di euforie gioiose fino all'erompere della follia. E' interessante scoprire il filosofo nella sua quotidianità, le passeggiate, i pasti, le golosità nei caffé. L'estroversione con cui si rapporta alle persone comuni che lo circondano e parallelamente l'affacciarsi del disagio mentale, la consapevolezza di stare perdendo il controllo fino all'inabissarsi della coscienza.


- Curiosità -
A Torino è ancora possibile gustarsi un bicerin (miscela di cioccolata, caffé e panna) nello stesso elegante caffè Fiorio dove si recava Nietzsche. A due passi da lì una targa in perfetta prosa autarchica ricorda il soggiorno di Federico Nietzsche. Verrecchia crede di intravedere un segno della follia di Nietzsche sin dai sui entusiasmi per un piatto tipico Torinese: la "Bagna Cauda", una salsa calda a base di aglio, olio e acciuge che evidentemente Verrecchia non ha mai assaggiato, infatti è deliziosa... Se passeggerete nel centro storico percorrendo i portici fino al fiume, tra palazzi antichi e pasticcerie retrò, arrivando in pochi passi fino al fiume Po, forse potrete immaginarvi il baffuto tedesco godersi il cioccolato rimirando le colline torinesi tra carrozze e sartine dell'aristocratica Torino di fine '800, come diceva lui:"Al di là del bene e del male!"




[ La catastrofe di Nietzsche a Torino / Anacleto Verrecchia / Einaudi ]

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