14 gen 2009

Baudelaire, monografia critica - di Calasso

Charles Baudelaire
Un bel saggio sul geniale e affascinante Baudelaire (1821-1867) poeta bohemien, dandy ed esteta.


Consigliatissimo, un approfondito studio sulla vita (movimentata) e sopratutto l'arte del poeta maudit.
Tra i tanti aneddoti delizioso quello sull'abitudine di Charles di dare appuntamenti nel tempio della cultura, al Louvre.
La folie del titolo come il lettore scoprirà non ha a che fare con la psichiatria ma con il gusto per il piacere e l'indolenza. Coerente con un personaggio che lamentava di sentirsi immobilizzare da una ipertrofia creativa.

Se conoscete bene Baudelaire apprezzerete senz'altro questo saggio, in caso contrario potrebbe essere una buona idea rinfrescare   almeno Les fleurs du Mal.

[ La folie di Baudelaire / Roberto Calasso / Adelphi ]

08 gen 2009

I nazisti che hanno vinto - di Fabrizio Calvi


Interessantissima l'accurata inchiesta di Fabrizio Calvi (giornalista francese autore tra le altre cose dell'ultima intervista a Borsellino) che ricostruisce la "nuova vita" dei criminali di guerra nazisti protetti e utilizzati nella guerra fredda, favoriti dal cinismo inaudito dei vioncitori pronti al patto col diavolo pur di perseguire i propri interessi politico/economici.
La terribile verità dietro la presunta scomparsa di migliaia di indesiderabili cui il fronte del bene (come una certa propaganda ebbe a definirlo) ha regalato una nuova vita, nella totale impunità.
Uno scandalo morale che offende vittime e sopravvissuti e infanga le coscienze dei giusti.


[ I nazisti che hanno vinto / di Fabrizio Calvi / Piemme ]

La catastrofe di Nietzsche a Torino - di Anacleto Verrecchia


In questo bel libro è ricostruito minuziosamente l'ultimo periodo di Nietzsche a Torino, un periodo prolifico sul piano creativo, in cui fu preda di euforie gioiose fino all'erompere della follia. E' interessante scoprire il filosofo nella sua quotidianità, le passeggiate, i pasti, le golosità nei caffé. L'estroversione con cui si rapporta alle persone comuni che lo circondano e parallelamente l'affacciarsi del disagio mentale, la consapevolezza di stare perdendo il controllo fino all'inabissarsi della coscienza.


- Curiosità -
A Torino è ancora possibile gustarsi un bicerin (miscela di cioccolata, caffé e panna) nello stesso elegante caffè Fiorio dove si recava Nietzsche. A due passi da lì una targa in perfetta prosa autarchica ricorda il soggiorno di Federico Nietzsche. Verrecchia crede di intravedere un segno della follia di Nietzsche sin dai sui entusiasmi per un piatto tipico Torinese: la "Bagna Cauda", una salsa calda a base di aglio, olio e acciuge che evidentemente Verrecchia non ha mai assaggiato, infatti è deliziosa... Se passeggerete nel centro storico percorrendo i portici fino al fiume, tra palazzi antichi e pasticcerie retrò, arrivando in pochi passi fino al fiume Po, forse potrete immaginarvi il baffuto tedesco godersi il cioccolato rimirando le colline torinesi tra carrozze e sartine dell'aristocratica Torino di fine '800, come diceva lui:"Al di là del bene e del male!"




[ La catastrofe di Nietzsche a Torino / Anacleto Verrecchia / Einaudi ]

La voce degli spiriti eroici - Yukio Mishima


Pubblicato nel 1966 come compimento di una trilogia politica ispirata agli eventi del 1936, il fallito tentativo di golpe per restaurare l'imperatore, questo testo emana un fascino oscuro. Pochi anni dopo, nel 1970, Mishima si toglierà la vita dopo un'azione plateale occupando il Ministero della difesa nazionale, a capo di una milizia da lui fondata. Aveva passato gli ultimi anni a scolpire il suo corpo con le arti marziali cercando di colmare il senso di perdita dell'ardimento e dell'onore che quel fatidico evento del 1936 aveva germinato in lui.
Mishima aveva 45 anni, era al culmine del successo e non era in crisi creativa, il suo atto fu premeditato e pianificato in dettaglio. La finalità la gridò alla folla al termine di un breve discorso (nella foto), un istante prima di affondarsi la spada nel ventre: "nella fervida speranza che possiate risorgere come uomini e come guerrieri".

Ne "La voce degli spiriti eroici" l'autore racconta di una seduta spiritica cui ha partecipato e il dialogo con gli spiriti "eroici" (dal suo punto di vista) dei difensori estremi del Giappone: i kamikaze. Nel racconto viene rievocato l'eroismo dei giovani combattenti, la dimensione divina dell'impero e lo shock della dichiarazione dell'imperatore del Giappone che il 1 gennaio 1946 annunciò al popolo di non avere una natura divina e che di conseguenza era da escludere che giapponesi potessero eccellere su altri popoli (Mishima attribuisce tale dichiarazione ad un'imposizione delle forze di occupazione).

Un libro certamente interessante che getta una luce sinistra sulla cultura della superiorità del Giappone tradizionale, il tutto nella splendida prosa di Mishima.


[ La voce degli spiriti eroici / Yukio Mishima / SE ]

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La cucina totalitaria - di Wladimir Kaminer


Originale, gustoso e inatteso come i sapori delle ricette che chiudono i vari capitoli questo libro raccoglie una serie di brevi ritratti dei vari stati della galassia ex sovietica, il tutto infarcito di aneddoti e istantanee su costumi e le peculiarità di culture tanto diverse.
Da leggere d'un fiato, potrà tornare utile in seguito anche come ricettario etnico.

L'autore è un moscovita classe 1967, berlinese d'adozione dal 1990. Le ricette sono state compilate dalla moglie, anche lei russa e trasferita a Berlino con marito e figli.


[ La cucina totalitaria / Wladimir Kaminer / Guanda ]

La fame che abbiamo - di Dave Eggers


Una raccolta di racconti prevedibilmente deliziosi ad opera del raccomandabilissimo Eggers.
Segnalo lo struggente "Su per la montagna in lenta discesa" che vale l'acquisto del libro.


[La fame che abbiamo / Dave Eggers / Mondadori ]

Il soggetto e la maschera - di Gianni Vattimo


In questo interessante saggio del 1974, il cui sottotitolo è significativamente "Nietzsche e il problema della liberazione", si ripercorre il pensiero del grande filosofo tedesco emendandolo dalle strumentalizzazioni nazionalsocialiste e individua nel tema della liberazione il nucleo del pensiero di Nietzsche. In un rovesciamento della vulgata comune, Vattimo propone un'interpretazione che avvicina il pensatore tedesco al tema della liberazione marxista laddove il super-uomo si offre più precisamente in termini di oltre-uomo, uomo ulteriore. Una figura che lascia intravedere analogie con l'uomo nuovo, libero dalle classi, teorizzato dal marxismo, vedasi i temi dello smasheramento delle dinamiche di dominio, del crepuscolo del soggetto (inteso come l'emergere di un io collettivo e diviso), del preannuncio di una nuova salute (l'avvento dell'oltreuomo).

Un ottimo testo che propone una via d'accesso alle affascinanti oscurità espressive dei testi di Nietzsche.


[ Il soggetto e la maschera / Gianni Vattimo / Bompiani ]

Il libraio che imbrogliò l'inghilterra - di Roald Dahl


Questo minuscolo volumetto raccoglie due racconti sul mondo dei libri: nel primo un libraio truffatore e nel secondo una macchina che attenta alla cultura. Imprevedibili e divertenti
L'autore un gallese (1916-1990) di genitori norvegesi ha scritto numerosi racconti che a giudicare da questi due promettono bene.


[ Il libraio che imbrogliò l'inghilterra / Roald Dahl / Tea ]

Riflessioni sulla pena di morte - di Albert Camus


Con questo breve scritto nel 1957 l'autore si proponeva di gettare una pietra nello stagno interrompendo il silenzio che gravava sulla pratica delle esecuzioni capitali in Francia. Una riflessione contro la pena di morte sfortunatamente ancora attuale in molti paesi cosìddetti civili.
Il titolo originale francese è "Reflexion sur la guillotine".


[ Riflessioni sulla pena di morte / Albert Camus / SE ]

07 gen 2009

I libri di Luca - di Mikkel Birkegaard

Mikkel Birkegaard
Si tratta di un romanzo giallo scritto che è stato un caso letterario in Danimarca nel 2007 alla prima traduzione in italiano. La trama poliziesca prende il via dalla morte del padre del protagonista un libraio italiano residente a Copenaghen. Per occuparsi dell'eredità il giovane figlio, un promettente avvocato di madre danese, è costretto a riavvicinarsi al mondo del padre che non frequentava da anni ma quel che non sa è sta per varcare la soglia di un mondo magico che cambierà la sua vita.

I libri custodiscono poteri magici e una ristretta cerchia di adepti di una società segreta sono in grado di utilizzarli per sprigionare grandi poteri persuasivi, forse persino in grado di uccidere. E se la morte del vecchio libraio italiano fosse un omicidio? Toccherà al protagonista svelare il mistero utilizzando questi stessi poteri in un crescendo che raggiunge il culmine nella cornice della mitica Biblioteca di Alessandria in Egitto.
Libri e magia per un Harry Potter nordico e cresciutello che gioca a fare Marlowe.


[ I libri di Luca / Mikkel Birkegaard / Longanesi ]

Visita ad Heidegger - di Jean Guitton


Questo libretto tanto breve quanto pregevole contiene due brevi saggi del filosofo francese Jean Guitton sul "secondo" Heidegger, quello de "Il sentiero di campagna".

Nel primo saggio Guitton rievoca la sua visita ad Heidegger presso la celebre "hutte" nella foresta nera. All'epoca, verso la fine degli anni cinquanta, Heidegger è sotto schiaffo dell'opinone pubblica, la colpa più infame: "nazista". Il grande pensatore si è quindi ritirato dalla vita pubblica, in una capanna nei boschi.

Il libro riesce a trasmettere l'emozione che doveva suscitare un tale incontro con lo sciamano del pensiero ed è suggestivo per le corrispondenze tra il contesto degli ultimi anni della vita di Heidegger (la capanna al termine di una strada incerta ai margini della foresta) e le visioni delle sue ultime opere, una per tutti Holzwege, ovvero i sentieri erranti nei boschi.
Suggestivo e intrigante.

PS
Quella nella foto è la vera capanna di Heidegger nella foresta nera


[ Visita ad Heidegger / Jean Guitton / Medusa ]

Sconfiggere lo spirito di vendetta, riflessioni dall'interno sulla politica di Israele

Avraham Burg
Scritto da un intellettuale ebreo, deputato e presidente del parlamento israeliano, questo interessantissimo saggio si presenta quasi come un testamento politico di un uomo che si sforza di indicare una rinnovata coscienza ebraica che sappia guardare a sè e al mondo con nuova fiducia e apertura.

L'autore non lesina critiche anche pesanti agli estremisti ebraici e alle loro teorie estreme e stigmatizza l'uso della forza sforzandosi di indicare un nuovo modo di sentire e agire nel segno dell'apertura all'altro e al futuro.
Una lettura interessante quasi lirica, bellissimo, e vista la triste cronaca dell'invasione militare su Gaza direi anche di urgente attualità.

[ Sconfiggere Hitler / Avraham Burg / Neri Pozza ]

06 gen 2009

Peter Pan un libro che non invecchia, come il suo protagonista

James Barrie
Un grande classico che non avevo mai letto nella stesura originale, e già dalle prime pagine scopro che la storia di tanti film sono due libri (un po' come per l'Alice di Carrol, vedi post): "Peter Pan nei giardini di Kensington" e "Peter e Wendi". Il primo libro è il più datato, insopportabilmente lagnoso e poi la storia dei neonati abbandonati e della vita di Peter tra le fate nei giardini di Kensigton è quasi inquietante. Il secondo libro, più divertente, è quello del viaggio all'isola che non c'è. Il vero Peter Pan è capriccioso e pieno di sè ma è pur sempre un bimbo che non crescerà mai e a cui in fondo manca la mamma. Il contrappunto reale della storia, cioè la famigliola londinese che attende il ritorno dei figli scomparsi è degno di Dickens, i figli sono considerati una disgrazia per il menage economico e come bambinaia usano un grosso cane, fate un po' voi. Padre assente e una madre senz'arte nè parte, non è un granché di famiglia in cui volere ritornare, forse vi mancherebbe solo il cane/bambinaia.
Se avete in mente il modello disneyano troverete nel testo originale non poche sorprese, non tutte piacevoli ma comunque interessanti.

[Peter Pan / James Barrie / Einaudi ]