24 nov 2008

Futuro dizionario d'America - AA.VV.


Meraviglioso e bizzarro. Il futuro dizionario d'America è una lista di vocaboli e neologismi coniati da numerosi autori tra i più brillanti e interessanti del panorama americano contemporaneo (Eggers & C.) che fanno da pretesto per osservazioni, witz, satira, provocazioni e ripensamenti sulla contemporaneità e sul futuro che ci aspetta. Un bellissimo esempio di creatività intelligente e divertente il cui primo contenuto è il pensiero.

Una sorta di versione "creativa" della celebre "Mythologies" di Roland Barthes del 1957, questa volta però invece di una critica alla società di massa del presente, si potrebbe dire piuttosto che si tratta di una critica a un futuro mondo possibile che dovremmo essere ancora in tempo a scongiurare, una Mythologies preventiva, perché non si realizzi mai.

Consigliatissimo!


[ Futuro dizionario d'America - AA.VV. - Isbn ]


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La città che uccide le donne - di Marc Fernandez e Jean-Christophe Rampal


il libro racconta l'inchiesta giornalistica e ministeriale che ha tentato di fare luce sui delitti di Ciudad Juarez, inferno urbano messicano nei pressi del confine USA dove risiedono molte aziende internazionali affamate di manodopera a basso costo. In questa degradata metropoli del lavoro sottopagato si avvicenda una forza lavoro vittima di soprusi e condizioni precarie. In questo inferno della globalizzazione si sono verificati un numero impressionante di omicidi tutti a carico di giovani donne. I numeri sono impressionanti: 400 donne uccise con inusitata ferocia e 500 donne scomparse dal 1994 al 2005. L'inchiesta cerca di fare luce su una delle più vergognose realtà dellla modernità: operai in condizioni di semischiavitù e la cultura del machismo e della prevaricazione come alibi per l'enorme giro d'affari di aziende straniere (oltre 60 miliardi di dollari nel 2001) incuranti del degrado sociale e protette da una corruzione dilagante.

A questo caso è stato dedicato il bel film Bordertown di Gregory Nava, patrocinato da Amnesty International.


[La città che uccide le donne / Marc Fernandez e Jean-Christophe Rampal / Fandango]

L'assassino ha letto Joyce - Bartholomew Gill


Un divertente mistery tra studiosi di Joyce e rievocazioni del Bloomsday a Dublino. L'investigatore seguirà le tracce aiutato dalle pagine di Joyce fino alla soluzione del mistero.
Giallo non eccezzionale ma gustoso almeno per il gioco di riferimenti all'Ulisse, se non avete letto Joyce fate penitenza e prima di questo giallo fate come l'assassine del titolo e leggetevi l'Ulisse. Avrete letto un'opera meravigliosa e dopo potrete godervi in leggerezza di questo mistery apprezzandolo meglio.


[L'assassino ha letto Joyce / Bartholomew / Le Fenici ]

23 nov 2008

Un Giappone tutto sbagliato - di Peter Carey


Newyorkese d'adozione, l'australiano Peter Carey si reca in Giappone per un reportage accompagnato dal figlio Charley. Il libro tenta di fotografare il Giappone contemporaneo dibattendosi tra i clichè culturali della cultura alta, un po' snob e legati a una tradizione che non rappresenta più da sola la realtà giapponese ma che piace tanto ai turisti con le sue esoticità e stereotipi classici. Il contatto con la cultura bassa del Giappone contemporaneo è stabilito tramite l'adolescente Charley, appassionato di manga e di altre diavolerie kitsch vietate ai maggiorenni.

Il titolo originale è "Wrong about Japan" detta il tema fondamentale ovvero: il Giappone come crediamo che sia e come è veramente  (quello italiano è invece fuorviante con l'assurdo "Manga, fast food & samurai").
Un divertente e istruttivo confronto con la cultura giapponese in un racconto non retorico e originale.
Godibile



[ Manga, fast food & samurai / Peter Carey / Feltrinelli ]

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L'amico ritrovato - di Fred Uhlman


Poco prima di morire Uhlman disse "si può sopravvivere con un solo libro", e il suo libro è certamente "L'amico ritrovato".
Si tratta di un racconto sul tema dell'amicizia, il rapporto tra due coetanei sedicenni spezzato nel 1933 dall'avvento del nazismo (l'uno è ariano, l'altro ebreo). Invecchiato l'ebreo fa ritorno in Germania per un ultimo finale confronto con il suo dolore, e qui il colpo di scena!
Una storia meravigliosa e suggestiva, indimenticabile.

Nato a Stoccarda nel 1901, emigrato durante il nazismo; è morto a Londra nel 1985. Avvocato, lavorò come pittore e iniziò a scrivere solo nel 1960, il suo capolavoro è del 1971.



[ L'amico ritrovato / Fred Uhlman / Feltrinelli ]

Il mostro di Firenze


Gi efferati delitti che hanno insanguinato le colline intorno a Firenze hanno dato luogo a lunghe indagini, processi e condanne.
Gli autori di questa ricostruzione / inchiesta sui delitti del mostro di Firenze sono il giallista Carlo Lucarelli e Michele Giuttari, capo della Squadra Mobile di Firenze che ha dimostrato che i delitti attribuiti sono stati opera di un gruppo di assassini, e che successivamente ha diretto una squadra investigativa sugli eventuali mandanti dei delitti.
Il testo è scorrevole e avvincente come un giallo ma questa volta ogni riferimento a fatti reali è del tutto autentico.

Uno dei più suggestivi spunti investigativi ricordato nel libro di Lucarelli e Giuttari viene ripreso e ampliato in un libro scritto a quattro mani dai giornalisti Cardinalini e Licciardi, si tratta dei sospetti sul possibile coinvolgimento e la misteriosa morte del dott. Narducci, un ginecologo fiorentino.

Sempre sulle indagini sui delitti del mostro di Firenze segnalo "Il mostro - Anatomia di un'indagine" di Giuttari che ricapitola lo stato dell'arte sulle indagini svolte dalla magistratura sui compagni di merende.

Curiosità
Giuttari è anche autore di gialli di successo, tra questi segnalo il primo "Scarabeo".




[ Compagni di sangue / Michele Giuttari e Carlo Lucarelli / Rizzoli ]
[ La strana morte del dr. Narducci - Luca Cardinalini e Pietro Licciardi - DeriveApprodi ]
[ Il mostro - Anatomia di un'indagine - Michele Giuttari - Rizzoli]

American Pulp


La letteretaura Pulp prende il nome dalla mescola per la carta di bassa qualità usata per queste pubblicazioni economiche e infarcite di pubblicità delle merci più improbabili. Tra gli anni venti e quaranta in generale la qualità di queste crime story era pessima anche se si segnalano alcune straordinarie eccezioni, una per tutti: Raymond Chandler, l'inventore di Phlip Marlowe. Negli anni cinquanta e sessanta alcune riviste antologiche di genere mistery tra cui "Ellery Queen Magazine" e "Manhunt" pubblicarono opere mediamente di qualità molto più alta.
L'antologia propone ventidue racconti con il meglio della produzione pulp tra il 1937 e il 1984, da segnalare tra gli autori Mike Spillane e Jack Ritchie.



[ American Pulp / AA.VV. / Mondadori ]

I miei sogni - di Theodor W. Adorno


Il celebre filosofo tedesco prendeva sul serio il pensiero, anche quello inconsapevole dei sogni.
Così tra il 1934 e il 1969, al risveglio annotava meticolosamente quel che aveva sognato lasciando alla moglie il compito di copiarli e batterli a macchina. Adorno era affascinato da questo parto libero della sua mente, anzi ne intravedeva la relazione intrinseca, per questo aveva pianificato la pubblicazioni di una selezione di questi sogni così senza commento ma la prima pubblicazione integrale fu postuma.
Una bizzarro e interessante viaggio nell'inconscio di uno dei più influenti esponenti della Scuola di Francoforte.

Consigliabile anche se di Adorno non sapete nulla, intrigante se lo conoscete almeno un po'.

Theodor Wiesengrund Adorno (1903-1969) filosofo esponente della Scuola di Francoforte con Max Horkheimer e Herbert Marcuse, fu teorico di una sinistra marxista anti-neopositivista. Al centro delle sue riflessioni il processo di alienazione e disumanizzazione insite nell'industria culturale del sistema capitalista.

[ I miei sogni / Theodor W. Adorno / Bollati Boringhieri ]

Intelligenza meccanica - di Alan Turing


Le macchine possono pensare? Il grande matematico inglese Alan Turing riteneva di sì.
In questa raccolta si possono leggere alcuni articoli e brevi scritti, composti tra il 1945 e il 1950, sul tema dell'intelligenza artificiale. Si tratta di scritti non banali ma avvicinabili anche da un lettore non specialistico e sono estremamente affascinanti. Vi si può leggere tra l'altro anche il famoso Test che Turing elaborò per verificare l'intelligenza della macchina (poi detto appunto "Test di Turing". Un meraviglioso tuffo nella preistoria dell'informatica dove le geniali intuizioni di un matematico possono apparire oggi come vere proprie profezie sul futuro.

A rendere ulteriormente affascinante Turing, oltre al suo pensiero rigoroso e profetico, vi è anche l'alone di mistero che avvolge la sua vita e in particolare la sua morte. L'inglese Alan Matheson Turing (1912-1954) aveva lavorato per i servizi segreti contribuendo in modo decisivo alla decriptazione del sistema di cifratura nazista Enigma. Era un matematico eccezionale ma in tempi di perbenismo omofobico e caccia alle streghe (la guerra alle spie) non nascondeva la propria omosessualità e non faceva distinguo politici nelle frequentazioni intellettuali, fu questo che probabilmente ne decretò la fine.
Turing infatti fu respinto dal fratello offeso dalla sua non celata omosessualità, finito sotto processo fu condannato alla castrazione chimica (per quanto incredibile in Inghilterra restò in vigore il reato di sodomia fino 1967). In seguito, ostracizzato dal mondo accademico e isolato, morì mangiando una mela avvelenata, un suicidio che suscita più di un sospetto.
Alan aveva servito il suo paese ed era a conoscenza di segreti militari, forse fu proprio il suo bagaglio di conoscenze ad essere giudicato pericoloso. Non sarebbe il primo immolato in nome della sicurezza nazionale.
Quale che sia la verità la biografia del padre dell'intelligenza artificiale e del computer merita di essere letta quasi come un spy story all'ombra della guerra fredda e di una cultura del sospetto e della delazione che ci si augura finita per sempre.

[ Intelligenza meccanica / Alan M. Turing / Bollati Boringhieri ]
Alan Turing - Una biografia / Andrew Hodges / Bollati Boringhieri ]
(L'autore è uno scienziato londinese che ora insegna fisica matematica a Oxford dopo avere collaborato anni con Penrose)

Raymond Queneau


Raymond Queneau (1903 -1976), laureato in filosofia, intellettuale antifascista francese, fu poeta e scrittore amante delle avanguardie. Dopo avere aderito brevemente al surrealismo se ne distacca sviluppando una letteratura anticonvenzionale in cui regna l'inconscio e il gioco linguistico.

Tutta la produzione di Queneau merita la lettura ma tra i vari titoli spiccano:

"Esercizi di stile" (1947) un colto divertissement sulla magia della scrittura. L'opera presenta 99 variazioni di stile nel modo di raccontare una storiella di poche righe. Il risultato è semplicemente spettacolare.

"Troppo buoni con le donne" (1947) un poliziesco comico, giochi linguistici e gran divertimento.

"Zazie nel metrò" (1959) meravigliosa fiaba moderna, una corsa a perdifiato in una girandola di personaggi surreali in una Parigi a metà tra sogno e realtà.

"I fiori blu" (1965) situazioni surreali e giochi linguistici in una storia dove viene violato il confine tra sogno e realtà. una lettura aperta all'interpretazione.


[ Esercizi di stile / Raymond Queneau / Einaudi ]
(Ottima edizione con il testo originale in francese e le artistiche interpretazioni in italiano di Umberto Eco)
[ Troppo buoni con le donne / Raymond Queneau / Einaudi ]
[ Zazie nel metrò / Raymond Queneau / Einaudi ]
[ I fiori blu / Raymond Queneau / Einaudi ]
(traduzione di Italo Calvino)

22 nov 2008

Tingeltangel - di Karl Valentin


Tingeltangel sono i fumosi piccoli locali bavaresi dove si esibiva Karl Valentin negli anni venti davanti a un entusiastico quanto variegato pubblico che contava tra gli altri Hesse e Brecht. Tingeltangel è il titolo di questa divertente raccolta di monologhi e testi di scena originali, nonché di una commedia breve ivi compresa.
Un tuffo nel passato nella brillante e geniale comicità di un Groucho Marx bavarese dal witz impareggiabile.

Karl Valentin, pseudonimo di Valentin Ludwig Fey (Monaco di Baviera 1882 – Planegg 1948) fu cabarettista, attore teatrale e produttore cinematografico.


[ Tingeltangel / Karl Valentin / Adelphi ]

Letture in corso


[ I libri di Luca / Mikkel Birkegaard / Longanesi]
Una libreria antiquaria di Copenaghen, il proprietario muore e il figlio erede viene messo a conoscenza della società bibliofila del tutto sui generis capitanata dal padre, i suoi adepti sono in grado di influenzare le persone attraverso l'arte della lettura. Inizia così il thriller che è stato il caso letterario in Danimarca nel 2007.

Sono alle prime pagine e sembra molto promettente...

20 nov 2008

Howard Phillips Lovecraft


Incubi e sogni, orrori innominabili, pericoli dal passato e da altri mondi, sono il mondo letterario di Lovecraft. La sua biografia come la sua opera mostra qualche assonanza con il grande Poe: l'infanzia travagliata, l'adozione, il talento non sempre riconosciuto, la povertà, la predilizione per la forma del racconto breve e l'orrido. Ma le analogie si fermano qui, Poe si pone su un piano qualitativamente superiore e più ampio, Lovecraft si orienta in un segmento specifico onirico e di deriva fantasy con una produzione comunque pregevole e godibilissima.

Lovecraft iniziò a scrivere da bambino sul tema ricorrente della sua intera opera: la dimensione del sogno come soglia di contatto tra mondi diversi, sia che si tratti di visioni estetizzanti o di orrori.
Per le sue opere trasse spunto dai sogni e nelle sue opere sognò le sue paure (es. Il richiamo di Cthulhu) e i suoi conforti (es. La chiave d'argento).

Il terrore è sempre giocato sul piano psicologico, qualcosa è là in agguato nell'ombra, il solo intravederlo porta alla follia. Da questo punto di vista le sue atmosfere ricordano un bellissimo racconto di Guy De Maupassant "L'Horla" (1887).

Tuttavia la peculiarità (e grandezza) di Lovecraft consiste nella creazione di un mondo parallelo celato e minaccioso, pronto ad erompere in quella che crediamo la realtà. Per dare consistenza e credibilità a questo mondo dietro il mondo, l'autore sviluppa una vera e propria mitologia alternativa, il mito di Cthulhu, un pantheon di mostri venuti da altri pianeti e adorati da culti blasfemi e antichissimi. Nei racconti si parla anche di un libro maledetto, il Necronomicon, che consente di squarciare il velo di Maya e affacciarsi sul mondo dietro il mondo, ma l'orrore per chi lo legge è tale che l'unico esito è la follia e/o la morte. L'invenzione di questo libro che uccide, di cui i racconti riportano citazioni sparse, è un ulteriore rinforzo di credibilità alla cosmogonia del male. L'artificio fu così efficace che altri autori giocarono sull'equivoco arrivando a pubblicare apocrifi e a spacciarli per autentici.

La realtà dietro la realtà è infetta e abominevole, ogni contatto con essa produce aberrazioni. La degenerazione fisica, le infami e spaventose ibridazioni deformanti, l'estetica Lovecraftiana è satura di olezzi maleodoranti e gorgoglii indecifrabili.

Necronomicon
La deriva fantasy dei racconti di Lovecraft apre a visioni di ruderi di città ciclopiche, di un'antichità pre-umana, di civiltà estranee e non di questo mondo. In una parte dei racconti viene sviluppato un filone non orrorifico in cui la dimensione onirica è la via d'accesso ad un mondo parallelo fatto di lande immense e megalopoli raffinate e magnifiche, in questo filone si rintraccia facilmente il Poe de "Le terre di Arnheim" (1842) e lo stile di Lord Dunsany (di cui consiglio il volume di pezzi scelti curato da Borges per FMR).

Per apprezzare al meglio i racconti è consigliabile leggerli in ordine cronologico, solo in questo modo la mitologia alternativa creata dall'autore emerge con tutta la sua forza amplificando le suggestioni dei racconti.
Volendo scegliere tra i migliori segnalo: Dagon (1917) l'inizio della mitologia, L'estraneo (1921) imperdibile, praticamente rifatto in chiave fantascientifica da Fredric Brown nel racconto "Sentinella" (1954), Il richiamo di Cthulu (1926) lovecraftiano per antonomasia, La chiave d'argento (1926) onirico e fantasy, L'orrore di Dunwich (1928) sul tema dell'ibridazione, Le montagne della follia (1931) sulle civiltà remote ed estranee.

Howard Lovecraft nasce nel 1890 a Providence, il padre impazzisce quando ha tre anni, così si trasferisce con la madre dai nonni i Phillips (di qui il secondo cognome). E' un bambino prodigio a quattro anni legge correttamente e a sei inizia a scrivere racconti e poemetti (di cui purtroppo quasi tutto è andato perduto).
Con la maturità riesce a pubblicare i suoi racconti ma non navigherà mai nell'oro e per lo più i suoi guadagni deriveranno da revisioni di opere altrui e racconti a quattro mani. Come si evince dalla vastissima corrispondenza, per le sue opere trae ispirazione dai sogni e dalle proprie paure.
Misantropo, nella vita come nei racconti manifestò avversione e paura per gli immigrati, per questo è stato arruolato dalla destra tra i propri "autori", ma si tratta di una evidente forzatura e di un grave equivoco sulla sua personalità. Howard era un conservatore disorientato dalll'esplodere del melting pot americano, spaventato dal degrado sociale dei sobborghi e prostrato da una situazione economica precaria, ma era sposato con un'ebrea russa, aveva amici omosessuali e impazziva per la cucina degli immigrati italiani.
Morì di cancro nel 1937 a Providence, era povero, solo e quasi sconosciuto.


[ Tutti i racconti (1897-1922) / H.P. Lovecraft / Mondadori ]
[ Tutti i racconti (1923-1926) / H.P. Lovecraft / Mondadori ]
[ Tutti i racconti (1927-1930) / H.P. Lovecraft / Mondadori ]
[ Tutti i racconti (1931-1936) / H.P. Lovecraft / Mondadori ]

[ H.P. Lovecraft - L'orrore della realtà / a cura di De Turris e Fusco / Edizioni Mediterranee ]
(si tratta di una selezione di lettere di Lovecraft tra il 1915 e il 1937)

[ H.P. Lovecraft - Contro il mondo, contro la vita) / Michel Houellebecq / Bompiani ]
(Un interessante saggio critico in forma quasi di romanzo su Lovecraft e la sua opera, arricchito da una postfazione di Stephen King)

[ Lovecraft 2000 / AA.VV. a cura di Jim Turner / Sperling & Kupfer ]
(Rivolto agli appassionati di Lovecraft, "Cthulhu 2000" (Tit. orig.) è una raccolta in cui lo stile di Lovecraft è declinato in sapidi racconti scritti tra il 1980 e il 1993 da alcuni dei più promettenti autori contemporanei. Piacevoli, segnalo in particolare il notevole "24 viste del M.Fuji" di Roger Zelazny)

Logo Land - di Max Barry


Ancora una volta il titolo è stato cambiato, in originale il titolo è "Jennifer Government" e il libro narra per l'appunto di una ex pubblicitaria che ora lavora per il Governo.
In un futuro quasi contemporaneo il mondo è diviso per aree di influenza delle grandi multinazionali il cui potere va ben al di là del mercato e della legge. Tra i più pericolosi ci sono i funzionari della NRA (National Rifle Association, ovvero la lobby delle armi) che hanno un esercito privato e sono del tutto privi di scrupoli.
La storia prende avvio da un arrivista e spregiudicato manager del marketing della Nike che lancia una nuova forma di marketing estremo: l'omicidio. Lo scopo è fare crescere la richiesta dei prodotti da parte di consumatori completamente succubi del sistema, obbligati ad acquistarsi un'identità, un'appartenenza, attraverso l'acquisto di beni che diranno agli altri chi sono veramente, al punto che le persone prendono il cognome in base all'appartenneza a un gruppo: John Nike, Billy NRA, e la stessa Jennifer Government.
Jennifer indaga sulla Nike, in passato era dall'altra parte della barricata e sa di cosa possono essere capaci quelli del marketing.
Il ritmo incalza in un desolante quadro della società contemporanea ricondizionata a misura di corporation.

Incubo capitalista, parabola no global, il libro di Barry è scorrevole, originale e sorprendentemente credibile nel dipingere il quadro di uno sviluppo possibile e persino non improbabile della società contemporanea.


Max Barry è un giovane scrittore australiano (classe 1973), ha lavorato alcuni anni in Hewlett Packard poi si è dedicato alla scrittura. Al suo attivo altri due libri Syrup e Company tradotti in molte lingue ma sfortunatamente non in italiano.
Divertente il sito dell'autore http://maxbarry.com/

[ Logo Land / Max Barry / Piemme ]

19 nov 2008

Edgar Allan Poe


L'americano Edgar Allan Poe è senz'altro uno degli autori in vetta alla mia personale classifica di gradimento (si gioca il podio con Kafka). Geniale, tormentato, si cimentò in vari generi letterari sempre con risultati eccellenti spaziando dalla prosa alla poesia e alla saggistica. Leggendo Poe ci si confronta con i molteplici volti della sua genialità.
La notevole produzione offre vere e proprie gemme preziose tali da appagare i palati più esigenti e navigati.

La prima volta che lessi Poe avevo undici anni, si trattava di piccolo volume De Agostini dalla bella rilegatura verde con fettuccina di stoffa segnalibro e decorazioni dorate che gli conferivano una certa importanza, fu la prima lettura che mi colpì davvero, altro che "I ragazzi della via Pal". Il volume che conservo tutt'ora comprendeva una selezione di racconti alcuni dei quali mi affascinarono in modo particolare: "Il pozzo e il pendolo", "Il barile d'Amontillado", "William Wilson" (anche oggi tra i miei preferiti). nel corso dell'anno successivo mi procurai la totalità dei racconti (terrore, enigmi, grottesco e arabesco) e il romanzo Gordon Pym che lessi con grande avidità. Da allora ho riletto spesso Poe e ho completato la lettura delle sue opere (poesie, saggi, etc) nonché approfondito la conoscenza della sua tormentata biografia.

Rileggo Poe con una certa frequenza, in traduzioni diverse, qualcosa anche in lingua originale; ogni volta mi colpisce la profondità e ricchezza che caratterizza la sua scrittura, è come passare da un mondo rarefatto a uno molto denso.
Probabilmente Poe da il meglio di sè nei racconti perché come affermò egli stesso: "Nel racconto breve l'autore è in grado di attuare il suo pieno intento senza interruzione. Durante l'ora che dura la lettura, l'animo del lettore è sottomesso al suo controllo", ma Poe è eccellente anche nella produzione poetica, interessante come saggista e originale come romanziere, perciò rimane solo l'imbarazzo della scelta.

Per i neofiti segnalo tra i racconti "Il gatto nero", "Il cuore rivelatore", "La maschera della morte rossa", "La rovina della casa degli Usher", "Berenice" e tra le poesie la celeberrima "Il corvo".

Meno scontati meritano la segnalazione i racconti "Una storia delle Ragged Mountains" (un racconto dove l'intreccio utilizza un gioco metalinguistico ante litteram), il meraviglioso "Come si scrive un articolo Da Blackwood" autoironico esercizio di stile, "Manoscritto trovato in una bottiglia" versione à la Poe del vascello fantasma, "William Wilson" sul tema del doppio; belle le poesie tra cui segnalo "Il verme conquistatore (The Conqueror Worm)" e "Eleonora (Lenore)".

Riguardo alla poesia più celebre "Il corvo ("The raven" - 1845) segnalo un prezioso libricino edito da Interlinea che propone il testo originale in inglese accompagnato da una delle prime traduzioni in italiano (1896) oltre che la traduzione in francese di Baudelaire (1853 qui nella versione del 1859) e di Mallarmé (1875) il tutto arricchito dai disegni di Edouard Manet che impreziosivano quest'ultima traduzione. Per chi legge in francese interessanti le variazioni interpretative.

Poe fu inventore del genere poliziesco con i meravigliosi racconti con protagonista il logico e razionale Auguste Dupin, tra questi la segnalazione è d'obbligo per "Gli assassinii della Rue Morgue". Notevole anche "Lo scarabeo d'oro" il primo dei racconti di razioncinio in cui compare per la prima volta il personaggio analitico deduttivo che poi diventerà Dupin.
Nel meraviglioso "Gli assassinii della Rue Morgue" nelle prime pagine si delinea immediatamente il binomio eroe e comprimario dove quest'ultimo è il narratore delle straordinarie capacità intellettuali dell'amico Auguste Dupin, ed è in queste prime pagine che Dupin dà prova di incredibili capacità deduttive sorprendendo il suo comprimario con un'osservazione perfettamente pertinente ai suoi pensieri in quel momento, spiegata la catena deduttiva la cosa apparirà se non semplice almeno assolutamente logica, come l'uovo di Colombo: una volta svelata la soluzione tutto appare logico e quasi semplice.
Non vi ricorda niente? un altro comprimario, voce narrante, e il suo geniale amico investigatore? Sì è proprio lui, il personaggio di Sherlock Holmes ricalca in molti punti fondamentali il modello Dupin. E' lo stesso Doyle che in "Uno studio in rosso" (del 1887, il primo racconto in cui compare Sherlock Holmes) a far dire da Watson rivolto a Holmes:"Mi ricorda il Dupin di Edgar Allan Poe. Non immaginavo che personaggi del genere esistessero al di fuori dei racconti" e stizzito Holmes "A parer mio Dupin era tutt'altro che un genio" e critica la teatralità del suo insinuarsi nei pensieri altrui. Ma nel racconto del 1905 "L'avventura degli uomini danzanti" (dalla volume "Il ritorno di Sherlock Holmes") è proprio Holmes che sorprende Watson commentando in modo pertinente al flusso dei suoi pensieri, la modalità e le spiegazioni sono analoghe al passo di Poe ricordato prima. Un vero e proprio omaggio.

Infine l'unico e straordinario romanzo di Poe: "Le avventure di Gordon Pym" (tit. orig. The narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket) i cui si narra il viaggio ai limiti del mondo di un marinaio imbarcatosi su una baleniera. Il racconto evolve dallo stravagante al metafisico in un finale che a molti ricorderà la sequenza finale del fantascientifico "2001 Odissea nello spazio" di Kubrick.

Tra i saggi segnalo l'imperdibile "Filosofia della composizione" che ricostruisce le tecnicalità della poesia "Il corvo" e il saggio "Eureka" una cosmogonia per molti versi anticipatrice.

Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849) è oggi considerato uno dei massimi protagonisti della letteratura, un vero e proprio campione americano, ma in vita Poe per lo più non ebbe il giusto riconoscimento per il suo talento, specie in patria. Il suo successo partì dall'europa dove trovò un estimatore e traduttore d'eccezione Charles Baudelaire.
La biografia maudit di Poe è un succedersi di disgrazie, la morte dei genitori, l'adozione a due anni, la morte della moglie, la povertà, infine l'alcolismo che probabilmente ne causò la morte.

Pressato da problemi economici, non sempre compreso, Poe tentò tutti i generi letterari inventandone persino alcuni; difficile dire se il suo eclettismo dipendesse solo dal suo grande talento quanto piuttosto dall'ansia di interpretare il mercato alla disperata ricerca di un compenso: quale che sia la verità, l'opera di Poe eccelle in tutte le sue declinazioni.

Consigliatissimo, da leggere e ri-leggere...

[ Opere scelte / Edgar Allan Poe / I meridiani Mondadori ]
(edizione elegante con un'ottima selezione della produzione di Poe: racconti, poesie, il romanzo e qualche saggio tra cui l'imperdibile "Filosofia della composizione")

[ Racconti del terrore - Racconti del grottesco - Racconti di enigmi / Edgar Allan Poe / Mondadori ]
(tutti i racconti in cofanetto di tre volumi)
[ Racconti Grottesche e arabeschi / Edgar Allan Poe / Rizzoli ]
(cofanetto in due volumi, interessanti le foto nell'introduzione)
[ Racconti / Edgar Allan Poe / De Agostini ]
[ Tutte le poesie / Edgar Allan Poe / Newton ]
[ Le avventure di Gordon Pym / Edgar Allan Poe / Mondadori ]
[ Eureka / Edgar Allan Poe / Bompiani ]
(Edizione curata, con testo originale a fronte)

[ Il corvo / Edgar Allan Poe / Interlinea ]
(testo originale con 3 traduzioni, comprese due in francese di Baudelaire e Mallarmè, disegni di Manet. Stupendo.)

[ The complete tales and poems of Edgar Allan Poe / Edgar Allan Poe / Barnes & Noble Book - New York ]
(elegante edizione in lingua originale )