19 ago 2008

Quello che rimane – Paula Fox


Anche la sofferenza può avere un fascino e questo libro è in grado di evocare la sinistra bellezza che anche il dolore può offire.
La prima volta che ho letto questo libro fu quasi come indugiare in una sofferenza che fortifica, come immunizzarsi da un veleno prendendolo a piccolo dosi.
Il romanzo narra di una donna (Sophie) che viene ferita da un gatto randagio mentre gli offre del latte, da questo episodio si irradia un climax di suspence apparentemente legato all’esito della domanda “avrò la rabbia?” che la protagonista pone a sè stessa a più riprese, quasi a scacciare la consapevolezza dell’emergere di un malessere più profondo. Come se guardasse con occhi nuovi e tristi a se stessa, il matrimonio, il proprio stile di vita. Intanto il fine settimana scorre e così pure le immagini di fondo: il marito che viene tradito dal socio in affari, la brutta discussione con dei vecchi amici; schemi consolidati che cadono uno dopo l'altro, come foglie in autunno.
In fondo si direbbe che Sophie quasi si auguri un verdetto di morte (la rabbia), in questo modo diventerebbe finalmente sostenibile la disperazione della propria coscienza, sapere la libererebbe dal bisogno di fingere e reprimere la propria consapevolezza.

Azzardo un’interpretazione: Sophie=sophia=conoscenza che rimuove le finzioni e ci lascia esposti alla verità, non più indifesi, liberati dai lacci delle nostre stesse menzogne difensive. Il riscatto nell’amor fati.

Il libro mi è piaciuto molto e lo consiglio vivamente.

Curiosità
L’autrice Paula Fox, nata nel 1923 a New York, ha avuto una vita travagliata e turbolenta, abbandonata, adottata e poi riaffidata al padre ex alcolizzato, ha vissuto a lungo a Cuba con la nonna. Negli anni settanta ha pubblicato diversi libri, alcuni per ragazzi che ottengono anche premi e riconoscimenti. Il vero successo però arriva dopo decenni di oblio con la sua riscoperta nel 1999 in seguito alla grande ammirazione tributatagli da Jonathan Franzen.
Paula Fox è la nonna della cantante e attrice Courtney Love, ex moglie del leader dei Nirvana, Kurt Cobain.

PS
Il titolo originale pubblicato la prima volta nel 1970 è “Desperate Characters” (Personaggi disperati).
Non sarebbe stato sufficiente tradurlo? O almeno lasciarlo come sottotitolo o tra parentesi. Purtroppo le cattive abitudini non muoiono mai (vedi post su Ritchie)

[ Quel che rimane / Paula Fox / Fazi ]

Nessun commento:

Posta un commento