11 mag 2008

Manoscritto trovato a Saragozza - di Jan Potocki


Il conte polacco Jan Potocki (1761-1815) visse una vita all'insegna della libertà. Erudito, si interessò di archeologia e dei costumi degli altri paesi, viaggiatore instancabile, fu ambasciatore e avventuriero, celebre il volo in pallone (tra i primi della storia dell'areonautica). Scrisse commedie e drammi, pubblicò saggi ponderosi e quando gli editori censurarono le sue opere in odore di eversione, pubblicò in proprio manuali da guerrigliero e libelli libertari, arrivando fino a chiedere alla Dieta di abolire la servitù.
La vita di quest'uomo brillante si chiude nel peggiore di modi: preda della depressione, passa quasi tre anni a limare una decorazione d'argento staccata da una teiera e poi quando la sfera ottenuta entra nella sua pistola, il suicidio.
La massima eredità artistica è il meraviglioso "Manoscritto trovato a Saragozza" cui dedicò buona parte della vita ma che restò inedito ed è purtroppo andato in parte perduto. Potocki lo mandò alle stampe senza titolo anche se su una delle copie sopravvisute al tempo si legge "Premièr Decameron" e poi "Storia di Alphonse Van Worden tratta da un manoscritto trovato a Saragozza" da qui il titolo convenzionale dell'opera. La trama ricalca in parte i meccanismi narrativi de "La mille e una notte" e del "Decamerone" appunto. I temi vanno dal picaresco al fantasy, occultismo, romanticismo ante litteram; il tutto condito in una cornice d'altri tempi e in uno stile brillante, immaginifico, esuberante.

Personalmente ho trovato questo libro stupendo, mi ha ricordato il magnifico "Don Chisciotte" ma più esotico.
Consigliatissimo.

[ Manoscritto trovato a Saragozza / Jan Potocki / Adelphi ]

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